lunedì 21 aprile 2014

Elezioni 2009: Area Tabasso dalla Giunta Vergnano a Lancione

 

«Il Comune acquista l’area Tabasso». E’ il 30 aprile 1999 e, con un investimento di sette miliardi di lire, Chieri diventa proprietaria del complesso di 30 mila metri quadri. Si realizza così un’idea che la Giunta Vergnano aveva in mente dal fallimento dello storico cotonificio, ufficializzato nel novembre ’96.

Annunciava il sindaco Aldo Vergnano: «Pensiamo poi di dismettere a una cordata di privati la parte del fabbricato che a noi non interessa».

Un’ipotesi che incontra polemiche in Consiglio comunale, con Marco Amitrano (Verdi) che, pur essendo in maggioranza, consiglia di puntare sul totale utilizzo pubblico. Già si prevedono le prospettive per l’area. Avrebbe ospitato la biblioteca civica, che stava soffocando nei locali di via Demaria, i magazzini comunali, il museo archeologico, un teatro e un’area a parcheggio.

Vengono raggiunti soltanto i primi due obiettivi. E soltanto cinque anni dopo l’acquisto dell’area, nell’ottobre 2004. L’operazione, infatti, va a rilento: nel dicembre del ’99 il nuovo sindaco Agostino Gay incarica l’architetto Gianfranco Franchini di preparare uno studio di fattibilità, che presenta a metà 2000. 

Prendono forma teatro, spazi commerciali, musei. Intanto la biblioteca si sposta da via Demaria, occupando temporaneamente parte dell’area Tabasso, nella zona più interna del complesso. In attesa di occupare la nuova sede, ricavata dagli ex uffici del cotonificio che si affacciano su via Vittorio.

I primi cantieri partono soltanto nel 2002, appaltati per 2 milioni e 586 mila euro (sempre su progetto di Franchini). I lavori terminano dopo due anni e, insieme alle decine di migliaia di libri, traslocano alla Tabasso l’archivio storico, gli uffici dell’assessorato alla cultura, le Poste da piazza Cavour. Poi arriveranno con molta calma lo sportello Informagiovani già chiuso, il ’caffè letterario’ (un bar come tanti, nonostante il nome) e il parcheggio interno provvisorio da 60 posti auto.

Il confermato sindaco Gay prova a ragionare sul resto dell’area. E si ritorna al progetto originale di collaborazione con i privati.

Nel 2007 si parte con il “project financing”, predisposto dalla Chintana, società esperta nel settore (la stessa dell’attuale Progetto città). Si basa sullo scambio tra Comune e società costruttrici: l’ente pubblico presenta al mercato le sue esigenze e in cambio offre la possibilità di costruire o di gestire immobili e servizi.

Chieri chiede parcheggi, aree verdi, l’auditorium, il museo del territorio e la scuola di cinema (da trasferire dal Bonafous). Al bando rispondono quattro imprese: l’Impresa Rosso Costruzioni di Torino, l’Arcas spa, sempre di Torino, il Consorzio Cooperative Costruzioni di Bologna in sinergia con Case Manolino srl di Chieri, e infine la Ati Co.Im.Pre. Sarà quest’ultima a vincere il primo passo delll’appalto: il municipio lancerà una gara successiva in cui i privati potranno presentare migliorie al progetto di base della società vincitrice, redatto dallo studio d’architettura Vitali - Sulmona.

E vince ancora la Co.Im.Pre: è il febbraio 2009. Due mesi dopo, appena prima delle elezioni, l’allora direttore generale del Comune, Pier Domenico Sibilla, e Gian Paolo Bonvicino, legale rappresentante della Co.Im.Pre. firmano il contratto per dare il via all’operazione.

Nel frattempo il municipio modifica il Piano regolatore per consentire un aumento di cubatura degli edifici residenziali. Una scelta che fa discutere: undici professori del Politecnico di Torino inviano una lettera polemica sostenendo l’errore commesso dalla Giunta. «C’è da chiedersi a quale utilità pubblica risponda la scelta di acquistare nel 1999 l’area Tabasso con gravi riflessi sulla finanza comunale, congelare l’investimento per quasi dieci anni, senza recuperare altro che la palazzina uffici a biblioteca, dissipando ulteriori risorse economiche in ripetuti studi di fattibilità (poi disattesi) e concludere con l’ipotesi più banalmente speculativa in senso residenziale».

Tanto valeva, secondo i docenti, lasciare che fosse un imprenditore ad acquistare l’ex cotonificio. Dopo le polemiche, sono arrivate le riflessioni della Giunta Lancione, il lento avanzare dell’iter progettuale e, oggi, la crisi economica che rischia di cancellare tutta la lunga partita per l’ex Tabasso. 

E ci si chiede se, guardando indietro, qualcuno cambierebbe le proprie mosse.                                                                 

 


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Elezioni 2009: Lancione si candida a sindaco

Francesco Lancione si candida a sindaco di Chieri: la sua è la prima candidatura certa, ed è avanzata dalla Lista per Chieri. 

La candidatura di Lancione arriva dopo mesi di balletti, con alleanze fatte e disfatte, candidature proposte e ritirate: anche la candidatura al momento più consistente, quella di Giuliano Manolino, leader dei Moderati, non è ancora stata presentata ufficialmente.

La conferenza stampa per presentare il candidato e il programma della Lista per Chieri è fissata per mercoledì 18, nella sede dei Moderati, in via Vittorio Emanuele, dirimpetto alla chiesa di Sant’Antonio.

«In quell’occasione presenteremo le nostre linee guida - spiega Luciano Pacello, portavoce della lista - Accenneremo anche ai tratti fondamentali del nostro programma».

Il fatto di correre da soli taglia la strada ai discorsi di eventuali alleanze? «Tutt’altro - risponde Pacello - I contatti con le altre forze continuano: solo che noi abbiamo deciso di andare avanti per la nostra strada. er questo motivo saranno eventualmente gli altri che dovranno venirci a cercare».

Una affermazione di questo tipo, in teoria, significa che siete aperti anche alla collaborazione col centrodestra, sebbene, nel vostro sito internet, affermiate: «E’ indubbio che la radice comune dei nostri ideali sia da ricercarsi nell’area del Centro Sinistra, non lo nascondiamo e ne andiamo fieri».

Ma quando s’è parlato di una candidatura di Lancione sponsorizzata da Forza Italia, Alleanza nazionale è insorta: «Infatti credo che sebbene noi siamo disponibili a parlare con tutti, non tutti ci chiameranno. Nello specifico, non penso che il centrodestra ci consideri adatti come alleati».

Il fatto di correre da soli, se non si troveranno alleati, implica il rischio di non arrivare al ballottaggio: «Un rischio che ci sentiamo di correre, perché non ragioniamo in termini di poltrone ad ogni costo».

La lista civica scaturisce dall’esperienza del circolo “I Modigliani": al momento non ha ancora formalizzato una lista di aspiranti consiglieri comunali, anche se a livello organizzativo operano con Lancione e Pacello Raffaele Fusco, Francesco Rizza e Antonio Zullo (oggi assessore alla Polizia urbana nella giunta di Agostino Gay, come aderente alla formazione Forza Chieri).

Per comunicare gli sviluppi della propria politica, la Lista per Chieri si affida anche al sito internet all’indirizzo www.listaperchieri.it. Al momento, tuttavia, la sezione delle “news" ha qualche problema di funzionamento, perché riporta una ventina di notizie e sette “articoli" che però non si possono consultare. 

Unica ad aprirsi è la lettera con cui Francesco Lancione (prima che la sua candidatura venisse formalizzata) interviene sul polverone sollevato dalla sua ipotesi di candidatura col centrodestra, e lo fa con una affermazione che non lascia spazio a dubbi: «La mia partecipazione alle elezioni avverrebbe comunque all’interno di un movimento autonomo e sicuramente slegato da quei partiti politici, dai quali sono sempre stato ideologicamente distante».

Enrico Bassignana, edizione del 10/02/2009

 


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Elezioni 2009: Lancione si candida a sindaco

 

Francesco Lancione si candida a sindaco di Chieri: la sua è la prima candidatura certa, ed è avanzata dalla Lista per Chieri. 

La candidatura di Lancione arriva dopo mesi di balletti, con alleanze fatte e disfatte, candidature proposte e ritirate: anche la candidatura al momento più consistente, quella di Giuliano Manolino, leader dei Moderati, non è ancora stata presentata ufficialmente.

La conferenza stampa per presentare il candidato e il programma della Lista per Chieri è fissata per mercoledì 18, nella sede dei Moderati, in via Vittorio Emanuele, dirimpetto alla chiesa di Sant’Antonio.

«In quell’occasione presenteremo le nostre linee guida - spiega Luciano Pacello, portavoce della lista - Accenneremo anche ai tratti fondamentali del nostro programma».

Il fatto di correre da soli taglia la strada ai discorsi di eventuali alleanze? «Tutt’altro - risponde Pacello - I contatti con le altre forze continuano: solo che noi abbiamo deciso di andare avanti per la nostra strada. er questo motivo saranno eventualmente gli altri che dovranno venirci a cercare».

Una affermazione di questo tipo, in teoria, significa che siete aperti anche alla collaborazione col centrodestra, sebbene, nel vostro sito internet, affermiate: «E’ indubbio che la radice comune dei nostri ideali sia da ricercarsi nell’area del Centro Sinistra, non lo nascondiamo e ne andiamo fieri».

Ma quando s’è parlato di una candidatura di Lancione sponsorizzata da Forza Italia, Alleanza nazionale è insorta: «Infatti credo che sebbene noi siamo disponibili a parlare con tutti, non tutti ci chiameranno. Nello specifico, non penso che il centrodestra ci consideri adatti come alleati».

Il fatto di correre da soli, se non si troveranno alleati, implica il rischio di non arrivare al ballottaggio: «Un rischio che ci sentiamo di correre, perché non ragioniamo in termini di poltrone ad ogni costo».

La lista civica scaturisce dall’esperienza del circolo “I Modigliani": al momento non ha ancora formalizzato una lista di aspiranti consiglieri comunali, anche se a livello organizzativo operano con Lancione e Pacello Raffaele Fusco, Francesco Rizza e Antonio Zullo (oggi assessore alla Polizia urbana nella giunta di Agostino Gay, come aderente alla formazione Forza Chieri).

Per comunicare gli sviluppi della propria politica, la Lista per Chieri si affida anche al sito internet all’indirizzo www.listaperchieri.it. Al momento, tuttavia, la sezione delle “news" ha qualche problema di funzionamento, perché riporta una ventina di notizie e sette “articoli" che però non si possono consultare. 

Unica ad aprirsi è la lettera con cui Francesco Lancione (prima che la sua candidatura venisse formalizzata) interviene sul polverone sollevato dalla sua ipotesi di candidatura col centrodestra, e lo fa con una affermazione che non lascia spazio a dubbi: «La mia partecipazione alle elezioni avverrebbe comunque all’interno di un movimento autonomo e sicuramente slegato da quei partiti politici, dai quali sono sempre stato ideologicamente distante».

Enrico Bassignana, edizione del 10/02/2009

 


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Elezioni 2009: L'Udc "sposa" la candidatura di Lancione

Il parlamentare Udc Michele Vietti ha benedetto venerdì il matrimonio tra il suo partito e la Lista per Chieri, formazione civica che candida a sindaco il pediatra Francesco Lancione per le amministrative del 6 e 7 giugno prossimi.

Un’alleanza, quella tra Udc e la Lista per Chieri, che ne sposta verso il centro-destra il peso specifico: fatto determinante in vista delle future alleanze, quando occorrerà compiere la madre di tutte 

le scelte, quella tra il Pdl e il Pd.

L’impressione è che tra i due grandi partiti, il favorito nella scelta resti il Pdl. Per ora la Lega Nord sarebbe dell’idea di correre da sola alle amministrative, candidando a sindaco 

l’attuale consigliere comunale Marco Astolfi.

Ma se l’alleanza col Pdl andasse in porto, e se la Lega Nord tornasse sui suoi passi rinunciando 

a una candidatura propria (che in ogni caso sarebbe solo di bandiera),  e se i Moderati per Chieri voltassero le spalle a Giuliano Manolino e dessero credito al progetto centrista, allora per le prossime elezioni si prefigurerebbe un evento storico: vittoria secca del centrodestra al primo turno, senza 

nemmeno bisogno di andare al ballottaggio. Col Pd che potrebbe organizzare un convegno di studio per sviscerare la verità contenuta nella massima “Chi è causa del suo mal pianga se stesso”.

Ma a questo punto stiamo davvero andando troppo oltre. Per quel che ne sappiamo, e stando a quanto tutte le parti interessate affermano, i giochi sono tutti aperti: quindi non resta che stare a vedere, fermo restando che i chieresi sono ormai da tempo stufi di sentir parlare di nomi e alleanze, e vorrebbero entrare nel dettaglio dei programmi.

«Come rappresentate degli imprenditori sono molto preoccupato - commenta Andrea Rigo, che sarà capolista dell’Udc - Il mio ingresso in politica è perciò finalizzato alla ricerca di risolrse locali per sostenere le imprese e ele famiglie chieresi, nell’ottica del federalismo finanziario».

L’onorevole Vietti ha sottolineato come la polarizzazione della politica in senso bipartitico stia perdendo peso: «Solo dieci mesi fa sembrava che non ci fosse spazio per altri che non fossero il Pd o il Pdl, mentre oggi scopriamo che la realtà è tutt’altra. L’alleanza che oggi nasce con la Lista per Chieri nasce su affinità programmatiche, però non è esclusiva: proporremo le nostre idee programmatiche alle altre forze, e su esse ci confronteremo».  Su un punto però non si tratta: la candidatura a sindaco di Lancione. Ed è questo che fa pensare che sia più facile un accordo col Pdl, che fatica a trovare un candidato forte, rispetto al Pd, che invece un candidato spendibile 

ce l’avrebbe nella persona di Manuela Olia, presidente del Consorzio socioassistenziale.

Proprio Manuela Olia, sabato pomeriggio, con altre donne del Pd era presente con uno stand politico nell’isola pedonale. Ma il Pd, per ora, la campagna elettorale non l’ha ancora iniziata: mancano gli alleati, non è deciso il candidato, e sono in forse le primarie (che, se si faranno, dovrebbero 

svolgersi entro il mese, opponendo a Manuela Olia Antonio Maspoli).

Sabato, alle 11 in piazza Dante, avverrà la prima usctita pubblica per Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Altra Chieri Possibile, che concorreranno con un’unica lista. «Non sappiamo ancora chi sarà il candidato a sindaco - segnala Roberto Boetto, dei Comunisti Italiani - Pensiamo a un giovane, forse a una donna».

Tra i candidati a sindaco l’altro nome certo, al momento, è quello di Paolo Ferrante, che concorrerà per la Destra. All’appello manca ancora l’Italia dei valori che tuttavia, in assenza di un ”terzo polo”, 

probabilmente finirà col Pd.

Enrico Bassignana, edizione del 10/03/2009

 


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giovedì 17 aprile 2014

Riva batte la Cina: Embraco produrrà qui il nuovo compressore

L’Embraco di Riva ce l’ha fatta: produrrà il compressore di seconda generazione a basso impatto ambientale. Lo stabilimento italiano, che dà lavoro a circa 600 persone, è stato capace di portare via lavoro alla Cina: la multinazionale brasiliana investirà circa 15 milioni di euro per realizzare le nuove linee e la Regione finanzierà 2 milioni per formare gli addetti.


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martedì 15 aprile 2014

Area Tabasso dalla Giunta Vergnano a Lancione

«Il Comune acquista l’area Tabasso». E’ il 30 aprile 1999 e, con un investimento di sette miliardi di lire, Chieri diventa proprietaria del complesso di 30 mila metri quadri. Si realizza così un’idea che la Giunta Vergnano aveva in mente dal fallimento dello storico cotonificio, ufficializzato nel novembre ’96.

Annunciava il sindaco Aldo Vergnano: «Pensiamo poi di dismettere a una cordata di privati la parte del fabbricato che a noi non interessa».

Un’ipotesi che incontra polemiche in Consiglio comunale, con Marco Amitrano (Verdi) che, pur essendo in maggioranza, consiglia di puntare sul totale utilizzo pubblico. Già si prevedono le prospettive per l’area. Avrebbe ospitato la biblioteca civica, che stava soffocando nei locali di via Demaria, i magazzini comunali, il museo archeologico, un teatro e un’area a parcheggio.

Vengono raggiunti soltanto i primi due obiettivi. E soltanto cinque anni dopo l’acquisto dell’area, nell’ottobre 2004. L’operazione, infatti, va a rilento: nel dicembre del ’99 il nuovo sindaco Agostino Gay incarica l’architetto Gianfranco Franchini di preparare uno studio di fattibilità, che presenta a metà 2000. 

Prendono forma teatro, spazi commerciali, musei. Intanto la biblioteca si sposta da via Demaria, occupando temporaneamente parte dell’area Tabasso, nella zona più interna del complesso. In attesa di occupare la nuova sede, ricavata dagli ex uffici del cotonificio che si affacciano su via Vittorio.

I primi cantieri partono soltanto nel 2002, appaltati per 2 milioni e 586 mila euro (sempre su progetto di Franchini). I lavori terminano dopo due anni e, insieme alle decine di migliaia di libri, traslocano alla Tabasso l’archivio storico, gli uffici dell’assessorato alla cultura, le Poste da piazza Cavour. Poi arriveranno con molta calma lo sportello Informagiovani già chiuso, il ’caffè letterario’ (un bar come tanti, nonostante il nome) e il parcheggio interno provvisorio da 60 posti auto.

Il confermato sindaco Gay prova a ragionare sul resto dell’area. E si ritorna al progetto originale di collaborazione con i privati.

Nel 2007 si parte con il “project financing”, predisposto dalla Chintana, società esperta nel settore (la stessa dell’attuale Progetto città). Si basa sullo scambio tra Comune e società costruttrici: l’ente pubblico presenta al mercato le sue esigenze e in cambio offre la possibilità di costruire o di gestire immobili e servizi.

Chieri chiede parcheggi, aree verdi, l’auditorium, il museo del territorio e la scuola di cinema (da trasferire dal Bonafous). Al bando rispondono quattro imprese: l’Impresa Rosso Costruzioni di Torino, l’Arcas spa, sempre di Torino, il Consorzio Cooperative Costruzioni di Bologna in sinergia con Case Manolino srl di Chieri, e infine la Ati Co.Im.Pre. Sarà quest’ultima a vincere il primo passo delll’appalto: il municipio lancerà una gara successiva in cui i privati potranno presentare migliorie al progetto di base della società vincitrice, redatto dallo studio d’architettura Vitali - Sulmona.

E vince ancora la Co.Im.Pre: è il febbraio 2009. Due mesi dopo, appena prima delle elezioni, l’allora direttore generale del Comune, Pier Domenico Sibilla, e Gian Paolo Bonvicino, legale rappresentante della Co.Im.Pre. firmano il contratto per dare il via all’operazione.

Nel frattempo il municipio modifica il Piano regolatore per consentire un aumento di cubatura degli edifici residenziali. Una scelta che fa discutere: undici professori del Politecnico di Torino inviano una lettera polemica sostenendo l’errore commesso dalla Giunta. «C’è da chiedersi a quale utilità pubblica risponda la scelta di acquistare nel 1999 l’area Tabasso con gravi riflessi sulla finanza comunale, congelare l’investimento per quasi dieci anni, senza recuperare altro che la palazzina uffici a biblioteca, dissipando ulteriori risorse economiche in ripetuti studi di fattibilità (poi disattesi) e concludere con l’ipotesi più banalmente speculativa in senso residenziale».

Tanto valeva, secondo i docenti, lasciare che fosse un imprenditore ad acquistare l’ex cotonificio. Dopo le polemiche, sono arrivate le riflessioni della Giunta Lancione, il lento avanzare dell’iter progettuale e, oggi, la crisi economica che rischia di cancellare tutta la lunga partita per l’ex Tabasso. 

E ci si chiede se, guardando indietro, qualcuno cambierebbe le proprie mosse.                                                                 


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Rigo capolista Udc. Lista per Chieri e Pdl potrebbero sostenere Lancione sindaco

La candidatura a sindaco di Andrea Rigo è durata appena una settimana: l’Udc, che l’aveva proposta, ha deciso che sosterrà la Lista per Chieri, che candida a sindaco Francesco Lancione. Rigo, perciò, dovrà “accontentarsi” del ruolo di capolista Udc. Un’altra candidatura che sta diventando evanescente è quella di Giuliano Manolino, alfiere del “terzo polo” dei Moderati: lui sostiene di continuare a crederci, ma gli esponenti locali del suo partito stanno già guardandosi intorno cercando il piolo dove appendere il cappello. 

La Lista per Chieri e il Pdl, nel frattempo, continuano a parlarsi seriamente: tanto che non stupirebbe se poi, alla fine, il candidato del centrodestra fosse poi proprio Lancione. Il Pd, invece, per ora tace, e medita per fine marzo delle primarie che, se dovessero limitarsi alla scelta tra Manuela Olia e l’outsider Antonio Maspoli, avrebbero il sapore della burletta.

Questi, in sintesi, i temi caldi della settimana politica, mentre funziona senza sosta la zangola della politica: e alla fine vedremo chi ce l’ha più grosso. Il panetto di burro, s’intende: ma in questa fase ci sono solo gnocchetti sparsi, che si avvicinano e provano ad aderire tra loro.

Oggi, venerdì, alle 16 nella sede della Lista per Chieri, in via Vittorio Emanuele (dirimpetto alla chiesa di Sant’Antonio), l’Udc renderà ufficiale il suo appoggio alla Lista per Chieri, che candida a sindaco Francesco Lancione. All’incontro interverranno il parlamentare Udc Michele Vietti, il segretario provinciale Marco Balagna, il consigliere comunale Vincenzo Aloi e Andrea Rigo, futuro capolista Udc alle elezioni amministrative del 6 e 7 giugno.

Con la “pallottola” Udc che si è attaccata, il panetto di burro della Lista per Chieri diventa più pesante ma anche più sbilanciato verso destra. Perché è improbabile una alleanza in cui coesistano Udc e Partito Democratico: «E io infatti la escludo», conferma Aloi. Roberto Foglio, referente di Forza Italia, temporeggia: «Stiamo ancora confrontandoci con i potenziali alleati. Un passo avanti è dato dalla redazione del programma, che è stato stilato dalle nostre cinque commissioni di lavoro. In base a questo documento avviene il confronto».

Se un colpo di zangola ben assestato spingerà la Lista per Chieri-Udc verso il Pdl, verrà a formarsi il panetto del centrodestra (per ora senza l’apporto della Lega Nord) che potrebbe arricchirsi ulteriormente con l’adesione del grumolo della Destra di Paolo Ferrante. Ma non è escluso che non cresca ancora: perché se Giuliano Manolino non dà per morta l’ipotesi del “terzo polo" e della sua candidatura a sindaco, tra i Moderati per Chieri si sta iniziando a cercar casa altrove. Dice Antonio Guarini, assessore alle Attività produttive: «La nostra è una lista civica: a nostro parere è essenziale partire dal programma, non dai nomi o dalle alleanze».  Ciò che cosa significa? «Vuol dire che fino alla fine della legislatura rimarremo dove siamo, all’interno della maggioranza che sostiene il sindaco Agostino Gay. Nel frattempo avvieremo confronti in vista del futuro: nel solco della continuità, se decideremo di continuare con le forze del centrosinistra, oppure all’insegna di un nuovo progetto se riterremo interessante la proposta del centrodestra».

Il Partito democratico, nel frattempo, è sempre lì a far ballare la sua pallina di burro nella zangola: «Abbiamo in corso una serie di contatti con le varie forze politiche», ripete come un mantra da settimane il coordinatore Anselmo Vignale.

Nel frattempo, a sinistra, tre palline si sono trasformate in un panetto: Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Altra Chieri Possibile concorreranno con un’unica lista. «Non sappiamo ancora chi sarà il candidato a sindaco - premette Roberto Boetto, dei Comunisti Italiani - Pensiamo a un giovane, forse a una donna. La nostra prima uscita pubblica sarà alle 11 di sabato 14, in piazza Dante».

All’elenco mancano i Verdi: non faranno parte della squadra? «Non ci risulta che a Chieri saranno rappresentati».. Sfuma dunque la possibilità di una alleanza col Pd? «Il nostro programma è molto critico sul piano regolatore e sulle Bpr, per cui ci siamo lasciati dicendoci che, nella prossima legislatura, su tematiche specifiche come quelle del lavoro o del sociale potremo collaborare anche se ci si troverà da parti opposte della barricata».

Ma se le cose continueranno così, una opzione che il Pd dovrà prendere in considerazione, per la prossima legislatura, sarà quella di trovarsi con i partiti di sinistra dalla stessa parte della barricata: quella dell’opposizione. Perché le elezioni si vincono facendo la conta dei voti, e alla fine vince chi ne ha di più: e a far troppo i sofistici sugli alleati, si finisce col restare da soli. Lo stesso risultato si ottiene rimandando all’eccesso il momento della scelta.

«Ora stiamo dialogando con tutti, anche se di più col Pdl - conferma Luciano Paciello, portavoce della Lista per Chieri - Al momento non c’è però niente di deciso. C’è un dato di fatto: che sono sempre di più quelli che si rendono conto che il nome di Francesco Lancione è il più attendibile tra quelli emersi finora. Ovviamente tra i nostri interlocutori c’è chi presta maggiore attenzione e chi meno».

La zangola della politica continua a lavorare, e non è assolutamente detto che quando si fermerà il bastone che ora va su e giù la situazione sia quella che si prefigura oggi. Però prima o poi (meglio prima) qualche 

punto fermo bisognerà fissarlo. Per iniziare una volta buona a raccontare ai chieresi quali siano le idee per il futuro della città per i prossimi cinque anni.

Enrico Bassignana, edizione del 06/09/2009   


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